L'ARTE IN GIOCO
Per sviluppo, coesione sociale e benessere della periferia urbana

La Fondazione Made in Cloister e la Fondazione Big Sky nel febbraio 2018 hanno lanciato il premio d’arte contemporanea L’Arte in gioco. Per sviluppo, coesione sociale e benessere della periferia urbana, destinato ad artisti italiani under 35, curato per la prima edizione da Chiara Pirozzi.

Il Premio intende affidare all’arte, e alle sue azioni, il compito di attivare relazioni di senso in un contesto territoriale definibile come “periferia urbana”, in cui le diversità sociali, culturali ed etniche ne rappresentano la complessità e la ricchezza.

​L’oggetto di studio per gli artisti coinvolti è l’area di Porta Capuana, dove ha sede la Fondazione, al fine di concepire dei progetti site-specific e partecipati, in grado di innescare pratiche di riqualificazione e integrazione, anche grazie all’elaborazione di momenti laboratoriali e workshop.

Il Premio è rivolto ad artisti italiani under 35 - selezionati da 3 curatori chiamati a elaborare un progetto inedito in linea con il tema proposto dal bando. 

 

I progetti presentati dai tre artisti in gara saranno sottoposti al vaglio di una giuria internazionale ed il progetto vincitore sarà successivamente esposto all’interno del chiostro.

Gli artisti in gara sono chiamati a concepire un progetto che abbia come modalità espressiva o esecutiva quella del gioco, declinabile dall’artista nella piena libertà interpretativa. Il gioco, come l’arte, presuppone regole ed etiche, è generatore di relazioni umane e contiene una forte dose di libertà. Il titolo del premio definisce quindi “le regole” di un gioco che, come tale, oltre ad essere un momento di svago, induce alla riflessione, all’apprendimento e all’analisi.

L’Arte in gioco intende quindi analizzare il ruolo dell’arte nelle pratiche di rigenerazione urbana: fino a che punto l’arte può contribuire al benessere e alla coesione sociale in contesti difficili? Quali posso essere i rischi di un utilizzo errato del ruolo dell’arte? Quale approccio deve porre in essere l’artista nell’analisi e nel dialogo con il quartiere e i suoi abitanti?

Il tema “l’arte in gioco” pone dunque l’artista in una dimensione di critica e di autoanalisi della propria pratica, con l’obiettivo di trovare un’azione di gioco originale e soprattutto adeguata nel rendere il progetto in gara un attivatore significativo di coesione, di benessere e di partecipazione sociale.

 

Il Premio L’Arte in gioco è promosso dalla Fondazione Made in Cloister e dalla Fondazione Big Sky, nasce grazie al sostegno del MiBAC e di SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”

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